Interessi del prestito detraibili? Cosa dice il fisco italiano
Hai un prestito in corso e ti chiedi se puoi scaricare gli interessi nella dichiarazione dei redditi? La risposta breve: per i privati, gli interessi di un prestito personale o di un finanziamento auto non sono detraibili. Esistono però alcune eccezioni importanti – mutuo prima casa, acquisto di veicoli per persone con disabilità e attività con partita IVA. In questa guida trovi le regole principali del fisco italiano, un esempio di calcolo e le domande più frequenti.
Prestito personale: gli interessi sono detraibili?
No. Chi è un privato e sottoscrive un prestito personale, un finanziamento finalizzato (per esempio per arredamento, elettronica o viaggi) o un credito al consumo, in linea generale non può detrarre gli interessi passivi nel modello 730 o nel modello Redditi. Il TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi) prevede la detrazione degli interessi solo per specifiche categorie di finanziamento, e il prestito personale “libero” non rientra tra queste.
Lo stesso vale in genere per la cessione del quinto, per le carte di credito revolving e per il finanziamento auto di un privato: la rata che paghi è composta da quota capitale e quota interessi, ma nessuna delle due riduce l’IRPEF.
Questo non significa che il costo degli interessi sia irrilevante: al contrario, visto che non recuperi nulla con le tasse, conta ancora di più scegliere un’offerta con TAEG basso. Per farlo puoi usare il nostro confronto tassi d’interesse.
Le eccezioni previste dal fisco italiano
1. Mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale
È il caso più noto. Gli interessi passivi e gli oneri accessori di un mutuo ipotecario contratto per acquistare l’abitazione principale danno diritto a una detrazione IRPEF del 19 %, calcolata su un importo massimo di 4.000 € all’anno (quindi fino a 760 € di detrazione). Esistono condizioni precise: l’immobile deve diventare abitazione principale entro un certo periodo dall’acquisto, il mutuo deve essere stipulato in un arco temporale vicino alla compravendita e la detrazione spetta in proporzione alla quota di mutuo intestata. Una detrazione analoga, con limiti diversi, è prevista per i mutui destinati alla costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale.
Attenzione: un prestito per ristrutturazione non ipotecario, cioè un normale prestito personale usato per i lavori di casa, non rientra in questa agevolazione. Le spese dei lavori possono però dare accesso ai bonus edilizi, che sono una cosa diversa dagli interessi.
2. Veicoli per persone con disabilità
Per l’acquisto di un’auto destinata a persone con disabilità (o ai familiari che le hanno fiscalmente a carico) è prevista una detrazione del 19 % sul prezzo del veicolo, entro un tetto di spesa di circa 18.000 € e, di regola, per un veicolo ogni quattro anni. Il beneficio riguarda il costo d’acquisto, non gli interessi del finanziamento. Chi compra a rate può comunque detrarre il 19 % del prezzo, a condizione di rispettare le regole su pagamento tracciabile e documentazione. Se stai valutando un prestito auto per questo scopo, chiedi prima al tuo CAF o commercialista quali documenti conservare.
3. Partite IVA e professionisti
Per chi ha una partita IVA il discorso cambia: gli interessi passivi sono in linea di principio deducibili dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo se il finanziamento è inerente all’attività (per esempio un furgone, un macchinario o liquidità per il magazzino). Esistono però limiti specifici (pro rata, veicoli a uso promiscuo, regime forfettario in cui i costi non si deducono analiticamente). Approfondisci nella nostra pagina sul credito per i lavoratori autonomi e fai sempre una verifica con il tuo commercialista prima di impostare il finanziamento.
Esempio di calcolo: mutuo prima casa e prestito personale a confronto
Vediamo due casi indicativi, calcolati con la formula di ammortamento alla francese (rata costante):
- Mutuo prima casa: 150.000 €, durata 25 anni, TAN 3,5 %. Rata mensile: 750,94 €. Interessi pagati nel primo anno: circa 5.189 €. La detrazione si calcola al massimo su 4.000 €: 4.000 € × 19 % = 760 € di risparmio IRPEF nel primo anno.
- Prestito personale: 15.000 €, durata 60 mesi, TAN 8,26 % (TAN medio indicativo di agosto 2026 secondo l’Osservatorio Facile.it). Rata mensile: 306,02 €. Interessi totali: circa 3.361 €. Detrazione: 0 €.
Conclusione pratica: sul prestito personale l’unica leva per risparmiare è il tasso. Ridurre il TAN anche solo di un punto su 15.000 € a 60 mesi vale diverse centinaia di euro. Puoi simulare la rata con il nostro calcolatore rata prestito.
Prestito auto o leasing: cambia qualcosa per il fisco?
Per un privato no: né gli interessi del finanziamento auto né i canoni di leasing o di noleggio a lungo termine sono detraibili. Per le aziende e i professionisti, invece, canoni e interessi possono essere deducibili entro i limiti previsti per i veicoli aziendali. Se vuoi capire quale formula conviene nel tuo caso, leggi la guida prestito auto o leasing: cosa conviene in Italia.
Cosa conviene fare se gli interessi non sono detraibili
- Confronta il TAEG, non solo il TAN: il TAEG include spese di istruttoria, incasso rata e assicurazioni obbligatorie. Lo trovi nel modulo SECCI che ogni banca deve consegnarti prima della firma.
- Scegli la durata giusta: una durata più lunga abbassa la rata ma aumenta gli interessi totali.
- Valuta l’estinzione anticipata: se hai liquidità in eccesso, rimborsare prima riduce gli interessi. Scopri come nella guida all’estinzione anticipata del prestito personale.
- Raggruppa i debiti: più finanziamenti con tassi alti possono essere riuniti in un’unica rata con il consolidamento.
Domande frequenti
Posso detrarre gli interessi di un prestito personale usato per comprare casa?
No. La detrazione del 19 % riguarda gli interessi di un mutuo ipotecario per l’abitazione principale, non quelli di un prestito personale, anche se la somma è stata usata per l’acquisto.
Gli interessi della cessione del quinto sono detraibili?
Per i lavoratori dipendenti e i pensionati, di regola no: la cessione del quinto è un prestito personale rimborsato con trattenuta su stipendio o pensione e non gode di agevolazioni fiscali specifiche.
Ho una partita IVA in regime forfettario: posso dedurre gli interessi?
Nel regime forfettario il reddito è determinato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi, quindi i singoli costi – interessi inclusi – non si deducono. Verifica con il tuo commercialista se il regime ordinario è più adatto.
Dove trovo l’importo degli interessi pagati sul mutuo?
La banca invia ogni anno la certificazione degli interessi passivi; i dati sono in genere già presenti nel 730 precompilato.
Trova il prestito con il tasso più basso
Visto che per i privati gli interessi non si recuperano con le tasse, il risparmio vero si ottiene scegliendo l’offerta giusta. Confrontiamo per te le offerte di banche e società finanziarie in Italia, gratuitamente e senza impegno. Richiedi ora il tuo prestito oppure chiamaci al +41 44 244 34 00.
Le informazioni hanno carattere generale e non costituiscono consulenza fiscale. Le norme possono cambiare: verifica sempre la tua situazione con il tuo commercialista o CAF.
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