Rinnovo del prestito personale: come funziona e quando conviene

Stai rimborsando un prestito e ti serve altra liquidità? Invece di aprire un secondo finanziamento, puoi chiedere il rinnovo del prestito personale: il nuovo contratto estingue il debito residuo e ti versa la differenza. È una soluzione comoda, ma non sempre la più economica. Qui trovi come funziona, quali requisiti servono e un esempio di calcolo per capire quando conviene davvero.

Cos’è il rinnovo del prestito personale

Il rinnovo (detto anche rifinanziamento) è un nuovo contratto di credito che sostituisce quello in corso. Funziona così:

  1. la banca calcola il debito residuo del prestito attuale;
  2. ti concede un nuovo prestito di importo più alto;
  3. con una parte estingue il vecchio finanziamento, la differenza ti viene accreditata sul conto;
  4. da quel momento paghi una sola rata, con nuovo tasso e nuova durata.

Il rinnovo può essere fatto con la stessa banca o con un altro istituto che rileva il debito: in questo secondo caso si parla spesso di rifinanziamento o surroga del prestito. Per la cessione del quinto il rinnovo è in genere possibile dopo aver pagato almeno il 40 % delle rate previste.

Quando conviene rinnovare

  • Il nuovo tasso è più basso di quello attuale: è il caso ideale, perché riduci il costo anche sul debito vecchio.
  • Ti serve liquidità e vuoi una sola rata: più semplice da gestire e con un rapporto rata/reddito più sostenibile.
  • Hai più debiti aperti (carte revolving, piccoli finanziamenti): il rinnovo può diventare un vero consolidamento. Scopri di più sul consolidamento debiti in un’unica rata.

Quando invece non conviene

  • Se il nuovo TAEG è più alto di quello in corso.
  • Se allunghi molto la durata solo per abbassare la rata: paghi interessi per più anni.
  • Se il vecchio prestito è quasi finito: gli interessi residui sono ormai pochi e il rinnovo aggiunge spese di istruttoria.

I costi da considerare

Chiudere il vecchio prestito significa fare un’estinzione anticipata. Per i contratti di credito ai consumatori l’art. 125-sexies del TUB limita l’indennizzo che la banca può chiedere: al massimo l’1 % del debito residuo se mancano più di 12 mesi alla scadenza, lo 0,5 % se manca un anno o meno, e nessun indennizzo se il debito residuo non supera 10.000 €. Ti spieghiamo tutto nella guida all’estinzione anticipata del prestito personale.

Al costo di estinzione si aggiungono le voci del nuovo contratto: TAN, spese di istruttoria, incasso rata, eventuali polizze. Il riferimento per il confronto è sempre il TAEG indicato nel modulo SECCI.

Esempio di calcolo: rinnovo o secondo prestito?

Laura ha un prestito di 10.000 € in 60 mesi al TAN 9 %, con rata di 207,58 €. Dopo 24 rate il debito residuo è di 6.527,84 € e le mancano ancora circa 945 € di interessi. Ora le servono 8.000 €. Due opzioni (calcolo con formula di ammortamento alla francese, tassi indicativi):

  • A – Tiene il vecchio prestito e ne apre un secondo da 8.000 € in 60 mesi al TAN 7,5 %: seconda rata 160,30 €. Per 36 mesi paga in tutto 367,88 € al mese, poi 160,30 €. Interessi futuri complessivi: circa 2.563 €.
  • B – Rinnovo: nuovo prestito di 14.527,84 € (6.527,84 € di residuo + 8.000 €) in 84 mesi al TAN 7,5 %: rata unica 222,83 €. Nessun indennizzo sul vecchio prestito, perché il residuo è sotto 10.000 €. Interessi complessivi: circa 4.190 €.

Il rinnovo abbassa la rata di oltre 140 € al mese nei primi tre anni, ma costa circa 1.600 € di interessi in più perché la durata si allunga. Se il budget lo consente, un rinnovo a 60 mesi riduce questa differenza. Verifica il tuo margine con il calcolatore del budget di credito.

Requisiti e documenti

La banca ripete la valutazione del merito creditizio come per un nuovo prestito. Di solito servono:

  • documento d’identità e codice fiscale;
  • ultime buste paga o cedolino della pensione, oppure dichiarazione dei redditi per gli autonomi;
  • conteggio estintivo del prestito in corso, rilasciato dalla banca attuale;
  • un buon andamento dei pagamenti: le rate pagate regolarmente, registrate nei SIC come CRIF, sono un punto a tuo favore.

Rinnovare con la stessa banca o cambiare?

La banca attuale conosce già la tua storia e spesso propone il rinnovo in modo proattivo, ma non è detto che offra il tasso migliore. Con i tassi medi in salita nel 2026 (TAN medio indicativo 8,26 % ad agosto secondo l’Osservatorio Facile.it) confrontare più offerte può fare la differenza. Usa il nostro confronto fra prestiti o scopri le caratteristiche del prestito personale.

Domande frequenti

Dopo quante rate posso rinnovare un prestito personale?

Non c’è un limite di legge per il prestito personale: dipende dalla politica della banca. Molti istituti chiedono che sia stata pagata regolarmente una parte delle rate. Per la cessione del quinto il riferimento è di norma il 40 % della durata.

Il rinnovo peggiora la mia posizione in CRIF?

No, se paghi regolarmente. Nei SIC risulteranno il vecchio prestito estinto e il nuovo finanziamento in corso.

Posso rinnovare un prestito con una banca diversa?

Sì. Il nuovo istituto estingue il debito presso la banca attuale e ti versa la differenza. Serve il conteggio estintivo aggiornato.

Il rinnovo ha spese?

Possono esserci spese di istruttoria sul nuovo contratto ed eventualmente l’indennizzo di estinzione sul vecchio, entro i limiti dell’art. 125-sexies TUB.

Scopri se il rinnovo conviene a te

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